La discontinuità di Conte: saremo sobri nelle parole e operosi nelle azioni. Alla Camera il discorso programmatico del premier

"Vogliamo lasciarci alle spalle il frastuono delle dichiarazioni roboanti. Il nuovo governo, sarà per questo particolarmente attento a curare le parole, adottando un lessico più consono e rispettoso delle persone e delle diversità delle idee". Nel suo lungo discorso alla Camera dei Deputati per la presentazione delle linee programmatiche del nuovo esecutivo M5s-Pd LeU, il presidente del consiglio Conte sia in apertura che il chiusura del suo intervento ha posto con decisione l’accento sul nuovo stile dell’esecutivo che ha detto dovrà “mostrare coesione di spirito e lealtà. Le forze politiche che hanno dichiarato di sostenere questo governo-ha detto- hanno mostrato la volontà di avviare una stagione riformatrice e dato prova di coraggio. Ora non dobbiamo, non possiamo dissipare il tempo in discussioni e litigi che i cittadini con comprenderebbero”. Il premier, con l’intentio di voltare pagina rispetto al recente passato, ha auspicato che il confronto politico tra le diverse forze della maggioranza si svolga “sempre nelle sedi istituzionali proprie. Dovremo – ha detto- essere sobri nelle parole e operosi nelle azioni”. Ha in questo senso auspicato un “uso responsabile dei social network” e stigmatizzato i recenti attacchi alle ministre Bellanova e De Micheli alla quale , ha detto “rinnovo la mia vicinanza”.
Quanto agli impegni programmatici, Conte ha detto che l’azione del nuovo esecutivo “nel segno dell'innovazione, dello sviluppo, dell'occupazione e dell'equità sociale". Ha, a tal scopo, annunciato
un “grande piano di investimenti per lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione, soprattutto al sud. A tal fine si lavorerà all’istituzione di una banca pubblica di investimento. Ed ancora, “obiettivo del governo è di dare vita ad un grande piano “green” che promuova la rigenerazione urbana, la riconversione energetica, verso fonti rinnovabili ed il contrasto dei cambiamenti climatici”. No a nuove concessioni per le trivellazioni in mare, ha detto il premier, che marcando la distanza con il suo precedente governo ha poi parlato di contrasto all’evasione fiscale “nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno del famiglie con redditi medio-bassi”. Ridurremo le tasse sul lavoro, ha detto ancora il premier, a totale vantaggio dei lavoratori”. Ed ancora, salario minimo ed
impegno per una parità salariale tra uomini e donne.
“Un progetto ambizioso, di lungo periodo, che avrà come prima sfida quella di impedire l’aumento dell’Iva e giungere ad una riduzione del cuneo fiscale”. Tra i primi impegni anche misure a sostegno delle famiglie e della scuola: "Il primo intervento- ha detto- in intesa con gli enti locali, sarà teso ad azzerare le rette dei nidi e dei micro-nidi e a incrementare la disponibilità dei posti, soprattutto nel mezzogiorno".
Un ampio capitolo del suo intervento lo ha riservato alle riforme costituzionali. “Chiederemo – ha detto – di mettere in calendario alla Camera dei Deputati alla prima occasione utile, il voto sulla riforma costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari. Ma questa riforma- ha aggiunto – dovrà essere affiancata da un percorso volto a rafforzare le garanzie parlamentari e di rappresentanza democratica, anche favorendo l’accesso alle formazioni minori e alle minoranze linguistiche”. Ha in questa direzione auspicato un “percorso condiviso per una riforma elettorale”.
Quanto all’autonomia differenziata chiesta da alcune regioni del nord, ha affermato di volerla perseguire, ma nel segno della coesione nazionale e della solidarietà”.
Ha poi parlato di Europa, affermando l’impegno a lavorare al rilancio dell’Unione Europea “che punti ad un’Europa più vicina ai cittadini e attenta alla coesione sociale e territoriale”. In questa direzione ha chiesto di rivedere il patto di stabilità e crescita europea”. In polemica con l’ex alleato leghista ha voluto sottolineare che “Difendere l’interesse nazionale non significa ripiegarsi a sterili ripiegamenti nazionalistici”.
Sui temi della sicurezza e dell’immigrazione è stato attento ad indicare l’intenzione di portare dei cambiamenti rispetto ai recenti contestati provvedimenti del governo giallo-verde, limitandosi però ad affermazioni capaci di lasciare la porta aperta a soluzioni diverse: “Rivedremo – ha detto -le misure sulla sicurezza alla luce delle osservazioni fatte dal Presidente della Repubblica”.
Quanto al tema dell’immigrazione, Conte ha sottolineato la necessità di una gestione rigorosa e responsabile “basata su un approccio non più emergenziale, ma strutturale anche attraverso una nuova normativa che affronti il contrasto all’immigrazione clandestina, ma anche il tema dell’integrazione per chi ha diritto a rimanere e dei rimpatri per chi non ha diritto”. Ed ancora: “In materia di immigrazione non possiamo più prescindere da un’effettiva solidarietà tra gli stati europei . E’ stata più volte annunciata ma mai concretamente realizzata”
Terminato l’intervento alla Camera dei Deputati, la seduta è stata sospesa il tempo necessario per consentire a Conte di recarsi in Senato per consegnare il testo del suo intervento. E' poi iniziato il dibattito che si concluderà con il voto di fiducia. Domani si replica a Palazzo Madama.